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Za' atar: mix di spezie mediorientale

                            “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo

L'argomento "alimentazione" mi appassiona ormai da anni, da quando cioè ho iniziato a comprendere una verità cristallina e semplice di cui però spesso ci dimentichiamo: siamo ciò che mangiamo.
Il fatto di essere diventata vegetariana anni fa mi ha stimolata a cercare ricette ed ingredienti nuovi, a volte attingendo alle tradizioni culinarie indiana e mediorientale, quelle più ricche di cibi vegetali e di spezie, di cui vado pazza.
Un amico, di ritorno da Tel aviv, mi ha portato lo za'atar, che non conoscevo e che, da questo momento, sarà il mix di spezie sempre presente nella mia dispensa:

Anche voi non conoscete lo za'atar? Amate la cucina etnica? Utilizzate erbe aromatiche in abbondanza? Allora dovete acquistarlo!

Lo za'atar ha un origine antica, e pare fosse già presente nell'alimentazione degli Egizi; è una miscela di erbe aromatiche che, a seconda della zona di produzione, cambia leggermente: timo, sesamo e sale sono gli ingredienti principali, a cui le cucine locali aggiungono maggiorana, cumino, origano, santoreggia, sommaco ed issopo in proporzione variabile.
Può essere conservata sott'olio o mantenuta in polvere e riposta in un barattolo di vetro. 

Ognuna delle erbe presenti ha, di per sè, proprietà benefiche, basti pensare al timo, antisettico naturale, antispasmodico e vermifugo, ma è nella loro sinergia che l'azione espettorante, antibatterica, rinvigorente ed immuno-stimolante si manifesta appieno, in un profluvio di odori incredibile.


Come si utilizza? Il mio amore per lo za'atar vi suggerisce di metterlo ovunque vogliate: sull'insalata, nei legumi, nel sugo della pasta e nel pane. La cucina mediorientale (lo so che il Medioriente è fatto di tanti stati diversi con tradizioni diverse, ma passatemi la generalizzazione nell'attesa di documentarmi) lo utilizza per insaporire carne, pane e verdure, e come condimento (unito all'olio) sul manaqish (una specie di focaccia). 
Nulla vieta di sperimentare, ed io infatti questa sera lo aggiungerò all'impasto per la mia farinata di lenticchie!

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